Corsi di formazione in apicoltura all’interno delle carceri siciliane (2013/2014)

Si sono conclusi in Sicilia i corsi di apicoltura, svolti grazie alla convenzione Ministero di Giustizia-FAI (Federazione Apicoltori Italiani) che si sono tenuti presso gli Istituti penitenziari di Agrigento, Caltagirone, Pagliarelli di Palermo e quest’anno per la prima volta anche presso la Casa Circondariale Ucciardone di Palermo.  Un doveroso e sentito

ringraziamento va agli operatori, scelti nell’ambito degli associati all’Associazione Regionale FAI SICILIA- federazione Apicoltori Italiani:

- la dott.ssa Irene Raimondo a Caltagirone,
- il dott.Salvatore Abbene ad Agrigento
- i dottori Giuseppe Barraco e Giuseppe Marinaro presso gli Istituti di Palermo.

 Si sta rafforzando la rete di Fai Sicilia che è sempre più presente con i suoi “docenti apicoltori” all’interno delle carceri dove cerca di trasmettere la sua esperienza e la passione verso l’apicoltura con attività teoriche e pratiche. L’apicoltura dentro le carceri è un’importante attività trattamentale presente ormai da anni in numerosi penitenziari italiani che può assumere un risvolto sociale integrativo alle attività dell’area educativa svolte in questi luoghi. Riportiamo le testimonianze di due operatori che ci descrivono l’ambiente, l’atmosfera e lo spirito con cui viene svoto questo delicato compito istituzionale. 

Corso presso la casa circondariale di Caltagirone 2014

Condotto dalla dott.sa Irene Raimondo (Agronomo-Apicoltore)

Inizierei dicendo che “Entrare in un carcere fa sempre una grande impressione”. Il primo shock è il rumore dell’enorme portone di ferro che si apre e si chiude pesantemente, con inesorabile lentezza. Poi il passaggio attraverso corridoi da cui si diramano infiniti altri corridoi, e sbarre, corridoi e sbarre … dopo l’incontro - impatto con i detenuti… impossibile non notare i loro sguardi tristi, l’andatura e la postura di chi non ha nulla da fare e nulla da perdere e, in un primo momento, decide di provare a svagarsi un po’ in quella stanza dell’area scolastica adibita per la parte teorica, nel migliore dei modi, al corso di apicoltura. Il mio obiettivo è stato quello di accorciare le distanze tra il mondo esterno e ”l’universo” carcerario, favorendo un percorso di “riabilitazione” e di ”speranza“ che potesse ridare a delle persone, private della libertà personale, siano state esse innocenti o colpevoli, una dignità e un’altra possibilità per ricominciare una volta liberati, attraverso una forma di reinserimento nella società con una qualifica lavorativa, secondo le direttive e gli obiettivi del progetto. Il corso di formazione in apicoltura, rivolto ai detenuti nell’ambito del progetto “apicoltura“ finanziato dal Ministero della Giustizia ai sensi del Reg.CE 1234/07 in collaborazione con la FAI-Federazione Apicoltori Italiani, svolto e concluso felicemente, ha permesso di formare la figura professionale dell’apicoltore fornendo i contenuti ma l’effetto non meno importante, a mio avviso, è stato quello di poter vedere nei loro occhi e sorrisi la speranza di poter credere di nuovo in se stessi e che ancora anche qualcun altro poteva credere in loro e che usciti dal carcere avrebbero avuto l’opportunità di intraprendere un lavoro lecito e non essere di nuovo costretti a sbagliare . Vedere la loro volontà nel fare sempre di più mi ha ripagato dei sacrifici fatti e in qualche modo ho potuto immaginarli protagonisti della loro nuova vita. Credo che almeno una volta nella vita ciascuno di noi dovrebbe poter visitare un carcere e sono sicura che, acne se se non esternamente visibile, ne sarà uscito cambiato nell’animo. 

Corso presso la casa Circondariale “Petrusa” Agrigento

Condotto dal dott. Salvatore Abbene (Veterinario-Apicoltore)

L’attività di formazione in apicoltura svolta presso la struttura, si è articolata in una serie di lezioni organizzate con cadenza settimanale, a partire dal mese di maggio fino ad arrivare alla fine del mese di giugno. Le lezioni teoriche sono state svolte in una delle aule destinate all’attività didattica, con l’ausilio di poster e di alcuni validi DVD forniti dalla Federazione Apicoltori Italiani; è stato possibile utilizzare un lettore DVD presente all’interno della struttura e concesso, dopo formale richiesta autorizzativa, dal direttore dell’istituto. Le lezioni pratiche sono state svolte, suddividendo gli alunni in gruppi di quattro, nel laboratorio apistico e direttamente nell’apiario dell’Istituto ove sono presenti sei alveari. Il corso è stato seguito con un certo interesse da un’alta percentuale di discenti, rendendo le lezioni abbastanza interattive tramite le innumerevoli domande e curiosità poste all’attenzione del docente. Alla fine del corso è stata organizzata una lezione di smelatura con la raccolta del miele millefiori, utilizzato per l’assaggio e per una prima prova di analisi sensoriale.

Corsisti al carcere di Caltagirone

Corsisti nell'apiario del carcere di Caltagirone

 

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