Aethina Tumida : facciamo il punto in Sicilia

Dopo l’annuncio della presenza di Aethina Tumida nella piana di Gioia Tauro, l’allarme è scattato anche in Sicilia. I primi a muoversi sono stati i veterinari dell’ASP di Catania, è risaputo infatti che un buon numero di apicoltori della

Sicilia Orientale transumano in Calabria, anche più volte in un anno, per cui a tutti gli effetti la fascia costiera che va da Messina a Ragusa è teoricamente da considerarsi a rischio.

Anche l’ASP di Palermo, con la collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico,  si è attivata per informare gli apicoltori e organizzare un monitoraggio preventivo. 

L’Assessorato Regionale ha sollecitato tutte le ASP della Sicilia ad attivarsi per una completa indagine sul territorio, vedi circolare, e lo stesso hanno fatto congiuntamente le associazioni: FAI SICILIA-Federazione Apicoltori Italiani e Associazione Allevatori Ape Siciliana, vedi documento.
Non è stato trascurato l’aspetto economico del problema, sappiamo tutti che la normativa, in una eventuale fase di eradicazione, prevede il sequestro e la distruzione degli alveari.
In considerazione di ciò Fai Sicilia e Confagricoltura hanno chiesto alla Regione di attivare l’indennizzo così come previsto dalla legge nazionale n. 218/88 a sostegno dell’analoga richiesta inoltrata al Ministero della Salute dalle Organizzazioni Nazionali.
Fino alla data odierna non c’è stata alcuna segnalazione in Sicilia, le indagini proseguono non senza difficoltà e abbiamo notizia dell’attivazione di altre ASP, compresa quella di Trapani.

 

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