La Produzione del Polline

Corso di aggiornamento degli apicoltori finanziato dal Reg. C.E. 1308/13

Fai Sicilia continua a mettere al centro della sua attenzione gli apicoltori, con l'obiettivo di rendere sempre più agevole e remunerativo l'allevamento delle api e, cosa molto importante, garantire che il maggiore valore aggiunto delle produzioni rimanga nelle mani dell'apicoltore.

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Problemi di stagione: 3) l'alimentazione delle api

Perché?

La domanda è semplice la risposta invece……

Partiamo da alcune "banali" considerazioni: ogni stagione ha le sue problematiche e le sue opportunità così come ogni contrada e, aggiungiamo, anche ogni sottospecie di ape. L'autunno è tipicamente, in apicoltura, una stagione di

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Problemi di stagione: 1) Vespe e Calabroni

Tra gl'insetti ci sono alcune categorie onnivore, vespe e calabroni, che possiamo definire "spazzine". In natura, questo importante compito di equilibrio ambientale e riciclo delle risorse, è svolto anche, nel regno vegetale dai funghi e in quello animale da uccelli, rettili, pesci e mammiferi.

Di questa stagione, fine estate, venendo a mancare il pascolo naturale, le vespe e i calabroni si rivolgono a quello che per loro è un'importante e abbondante fonte di alimentazione sia calorica che proteica, gli alveari.

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Problemi di stagione: 2) Lotta alla Varroa

Premesso che tutti gli apicoltori che hanno adottato il metodo di lotta alla varroa "SpazioMussi®", da oltre tredici ani, non hanno più interesse a parlare o a sentire parlare di varroa, affrontiamo l'argomento esclusivamente per quegli apicoltori che ancora, nonostante la spesa, il carico di lavoro, le difficoltà e gli insuccessi continuano a insistere con la lotta chimica.

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SpazioMussi ©: uno spiraglio di luce sulla sua comprensione

alveare-mussiQuando ero studente universitario prossimo alla laurea, c’era, tra i colleghi, un dibattito rispetto al tipo di tesi di laurea da imbastire; il confronto era essenzialmente tra tesi compilativa, considerata di scarso valore, e tesi sperimentale che veniva considerata più confacente alla conclusione di un corso di studi scientifico. Nonostante le difficoltà oggettive di varia natura, per lo più abbiamo scelto la tesi sperimentale anche se comportava qualche ulteriore sacrificio. Non è che imbastire una tesi compilativa fosse semplice, c’era da consultare pubblicazioni e testi spesso localizzati in edifici e istituti diversi, insomma un lavoro da topo di biblioteca.
Oggi, che le informazioni viaggiano in rete con una sovrabbondanza e velocità alle volte sconvolgenti, un lavoro di tipo compilativo è una bazzecola, per chi ha voglia e interesse a condurlo in porto.

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