Alveare forte definizione - parte seconda

alveare-forte---Sebbene la valutazione di alveare forte,  da parte dell’apicoltore, è soggettiva, ci sono parametri di semplice misurazione che gli permettono di esprimere un giudizio oggettivo e quindi assegnare un valore alla forza dell’alveare, definita come si vedrà  più avanti.

2) Controllo del clima interno
Il benessere delle api dipende fortemente dalle condizioni climatiche interne all’alveare, che devono esse idonee alla vita delle api adulte e della covata; i parametri ambientali fondamentali da

controllare si possono così riassumere: - umidità, - temperatura, - ricambio di aria.

Le api controllano questi parametri con metodi semplici e molto efficaci, apporto di acqua dall’esterno, produzione di calore corporeo, ventilazione; questo significa lavoro e quindi stress e invecchiamento delle api operaie.
La tecnica di costruzione delle arnie contribuisce molto a facilitare il compito selle api, il materiale impiegato, legno di abete dello spessore di 25 millimetri, ha un’alta capacità di coibentazione, così come lo spazio tra il coprifavo e il tetto di lamiera, il fondo di rete facilita lo smaltimento dei prodotti della respirazione quali umidità e anidride carbonica .
Ma tutto questo risulta insufficiente se non si considera un fattore importante rappresentato dal rapporto api/volume da controllare.
Per rendere le api padrone delle condizioni climatiche all’interno dell’alveare deve essere assolutamente annullato ogni movimento spontaneo dell’aria; devono essere le sole api a decidere come e quando modificare i parametri ambientali.
Se le api sono in numero suffìciente a riempire fisicamente con i loro corpi gli spazi interfavo, possono ottenere facilmente il controllo del movimento dell’aria, del calore e dell’umidità, semplicemente affollandosi o diradandosi in questo spazio, apportando acqua dall'esterno, producendo calore con i muscoli del torace, ventilando più o meno. 
La natura usa strumenti semplici che possono essere tra loro combinati per ottenere il risultato voluto.
Chiarito il quadro di riferimento, possiamo azzardare una definizione di alveare/sciame forte.
Per alveare/sciame forte si intende una famiglia di api in cui sono presenti api di tutte le età e in quantità tale da riempire con i loro corpi tutto lo spazio disponibile”.

Quanto esposto può sembra una speculazione filosofica ma, in effetti, è il risultato di anni di osservazioni ed esperienze pratiche, in località climaticamente molto diverse come la provincia di Verona e la provincia di Trapani.

3) Va modificato il criterio di valutazione.
Mi sembra utile far notare che in tutto il ragionamento fin qui esposto non si è parlato di numero di favi e nemmeno di quantità di api, in effetti questi due dati non sono utili alla definizione della forza di una colonia di api e questa affermazione trova conferma nell’esperienza pratica.
Piccole colonie (sciami) su uno o due favi, racchiusi tra la parete dell’arnia e un diaframma mobile, se rispondono alle caratteristiche illustrate in precedenza, sono da considerarsi “ alveare forte ” cioè capaci, non solo di soddisfare ogni loro bisogno fisiologico, ma anche di avere una buona spinta per l’ulteriore crescita ed essere capaci di difendersi da malattie, parassiti e predatori.
Concludendo
A questo punto, volendo, possiamo dare dei numeri orientativi allo scopo di facilitare la comprensione a chi ha l’abitudine do valutare le colonie in base alla quantità di api.
Secondo quanto calcolato dal centro di ricerca “Agroscope Liebefeld-Posieux ALP” (1) su una facciata di favo Dadant ci sono 1400 (millequattrocento) api (vedi nota 2), per tanto nello spazio interfavo ci sono 2800 (duemilaottocento) api; in uno sciametto da due favi considerando anche gli spazi tra favo-parete e favo-diaframma, se ben popolato, ci saranno circa 5600 (cinquemilaseicento) api.
Questo dato è inutile, se non si è in grado di valutare la distribuzione delle api in base all’età (questo concetto sarà sviluppato nella parte terza), ma può essere un parametro per valutare la capacità di condizionamento dello spazio abitato dalle api o, per meglio dire, della congruità dello spazio concesso dall’apicoltore rispetto al numero di api presenti.

Torniamo quindi all’apicoltore.
Gli alveari sono un soggetto passivo rispetto all’apicoltore, nel senso che non possono evitare di subirne le azioni spesso classificabili più come incursioni che come visite. Per regola l’apicoltore, partendo dall’osservazione puntuale, fa delle previsioni sull’evoluzione dello sciame e agisce in funzione di quello che avverrà a breve scadenza.

La frequenza, costanza e regolarità delle visite è sicuramente molto utile ma di fondamentale importanza è il modo di porsi dell’apicoltore rispetto all'alveare non padrone-rapinatore ma collaboratore-compartecipante.

( alveare forte continua )

alveare forte parte prima                     segue: alveare forte parte terza



NOTE

(1) SVILUPPO DELLE COLONIE DI API MELLIFERE Groupes de discussion ALP forum N. 68 | Novembre 2011 Autori Anton Imdorf, Kaspar Ruoff, Peter Fluri 
(2) paragrafo 8.2.1 Stima del numero di api In arnie di tipo svizzero, un favo coperto da uno spesso strato di api presenta per lato e per assicella del telaino circa 1 200 api mentre su quelle di tipo Dadant-Blatt il loro numero sale a circa 1 400 .

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