Alveare forte definizione - parte terza

alveare-forte---Dopo avere valutato l’entità della popolazione di api e lo spazio da concedere, come condizione preliminare al benessere dell’alveare, l’apicoltore si deve preoccupare della capacità dell’organismo alveare di assolvere a tutte le funzioni vitali a lui indispensabili. 

Sappiamo che le api operaie hanno una evoluzione fisiologica legata all’età, se le consideriamo come singole cellule di un unico corpo e le raggruppiamo per classe di età, possiamo mettere in evidenza i singoli organi di questo corpo per le funzioni svolte e per la capacità di svolgerle.

Poiché, a guardarle, le api sembrano tutte uguali su che cosa ci possiamo basare per mettere in evidenza i singoli organi e la loro funzionalità?
Un primo strumento è l’osservazione della covata.
Se consideriamo il ciclo dello sviluppo dell’ape operaia e lo suddividiamo nei due periodi osservabili
1) covata aperta, per dieci giorni, dall’uovo alla opercolatura,
2) covata percolata, per undici giorni, dall’opercolatura alla schiusa.
Possiamo affermare, con un piccolo margine di errore, che, in un alveare equilibrato, le superfici di covata aperta e di covata percolata sono quasi uguali.
Di conseguenza la sequenza delle nascite è uguale a quella della deposizione.
Ma durante questo periodo di ventuno giorni come si distribuiscono le mansioni fisiologiche delle api operaie ?
 

* 1° - 2° GIORNO

 Pulizia delle celle e riscaldamento della covata

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* 3° - 5° GIORNO

Alimentazione delle larve adulte


* 6° - 11° GIORNO

Alimentazione delle larve giovani e della regina
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* 12° - 17° GIORNO

Produzione della cera e costruzione dei favi Ventilazione Magazzinaggio Primi voli di orientamento
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* 18° - 21° GIORNO
Guardia dell’ alveare
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* Dal 22° GIORNO

Esplora l’ambiente e fa il raccolto
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 Ma è un caso che il ciclo di sviluppo ella covata coincide con il ciclo di sviluppo fisiologico delle api adulte, addette ai lavori di casa?

In natura nulla è affidato al caso.
Ricordiamo, per inciso, che l’obbiettivo dell’alveare non è “fare il miele” ma propagare la specie; tutta la vita, l’organizzazione dell’organismo alveare e la vita della cellula ape operaia è finalizzata a questo.
Facendo un raffronto temporale fra i due cicl e supponendo, a titolo di esempio, la deposizione di un uovo e la nascita di un'ape,  osserviamo che dalla deposizione dell’uovo alla nascita delle larve passano tre giorni e per altri tre giorni (fino al sesto giorno dalla deposizione) le larve di operaia vengono nutrite con pappa reale mentre partire dal sesto giorno di vita le api adulte sono in grado di produrre la pappa reale.
Quando la covata è opercolata, decimo giorno dalla deposizione, non ha più bisogno di alimentazione e dall’undicesimo giorno di vita le api adulte si dedicano ad altro.
C’è un leggero sfasamento in avanti delle mansioni dell’ape adulta rispetto alle esigenze della covata ma, a guardare bene, la capacità di svolgere il compito specifico dell’ape operaia si estende per un numero di giorni maggiore di quello per cui il servizio è richiesto dalla covata.
Ad esempio le larve hanno bisogno per tre giorni della papa reale mentre le api sono capaci di produrla per sei giorni e siccome questa particolare attività è alla base del rinnovo/crescita della popolazione di api, la natura ha previsto, oltre al coordinamento anche una sovrabbondanza di offerta rispetto alla richiesta.

La coincidenza temporale del ciclo di sviluppo dell’ape operaia, dall’uovo all’insetto perfetto, con il suo ciclo fisiologico e le mansioni interne all’alveare, ci suggerisce una relazione diretta tra la composizione della covata e quella delle funzioni delle api adulte.

L’apicoltore ha quindi sotto gli occhi il metro, rapporto covata aperta/covata opercolata, per misurare l’efficienza attuale e sopratutto futura dell’alveare.

 Riassumendo

L'apicoltore deve preoccuparsi di:

a)  non concedere spazio eccessivo all'alveare, questo significa che durante la conduzione, alle volte, è necessario restringere il nido toglìendo favi

b) avere sempre alveari con una distribuzione di covata equilibrata, adottando le opportune tecniche di conduzione.

Una conduzione attenta deve puntare al benessere continuo dell'alveare che, al momento opportuno, ci ricompenserà in modo proporzionale alle attenzioni ricevute.

 

 

 

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